Vigilia di Natale

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Dic 24, 2025 #religione

Cari figli e figlie in Cristo,
In questa notte sacratissima, in cui la Chiesa celebra con venerazione e gioia la nascita del nostro Signore Gesù Cristo, siamo chiamati a contemplare l’ineffabile mistero dell’Incarnazione: il Figlio di Dio, per amore infinito, ha assunto la nostra umanità per unirci alla Vita Divina e condurci alla salvezza. La Liturgia di questa Veglia ci ricorda che Dio mantiene le promesse fatte fin dall’Antica Alleanza e che, anche nei tempi di dolore, oppressione e disordine, non abbandona mai il suo popolo.
Nella Prima Lettura, il Profeta Isaia proclama: “Sarai la prediletta del Signore”. Dio annuncia che Gerusalemme, simbolo del suo popolo, non resterà abbandonata, ma sarà restaurata e protetta. Al tempo del profeta, il popolo viveva circondato da minacce di invasori, conflitti interni tra leader e tribù, sfruttamento economico, ingiustizia sociale e disunione familiare. Molti si sentivano abbandonati e disprezzati, mentre i potenti pensavano solo ai propri interessi, e le famiglie erano dilaniate dalla paura, dalla fame e dall’insicurezza. Isaia promette che Dio porterà dignità, gioia e giustizia; ma questa promessa richiede apertura del cuore e coraggio per resistere all’indifferenza e alla decadenza morale che circondava il popolo.
Oggi questa lettura continua a parlarci: anche nelle società moderne, dove l’ingiustizia si diffonde, l’indifferenza cresce e i valori autentici e familiari sono spesso dimenticati, Dio continua ad agire. Egli ci chiama a essere persone restaurate, a costruire comunità di fede e speranza, e a vivere nella sua giustizia e nel suo amore. Non possiamo restare passivi di fronte alle disuguaglianze, alla corruzione o alla dissoluzione morale; la fede richiede da noi coraggio, azione e fermezza nella difesa della vita, della famiglia e della verità.
Il Salmo Responsoriale rafforza questa fiducia: “Canterò in eterno le misericordie del Signore.” Anche in mezzo all’oppressione, alla violenza e allo smarrimento morale, Dio rimane fedele. Egli invia il Salvatore, la cui venuta annunciata da Giovanni Battista ci ricorda che l’umiltà, la fede e la conversione sono la via per partecipare alla Vita di Dio.
San Paolo, nella Seconda Lettura, ci ricorda che Gesù viene dalla stirpe di Davide, uomo secondo il cuore di Dio, e che Giovanni Battista ha preparato la sua venuta. Questa storia mostra che la salvezza coinvolge famiglie, generazioni e decisioni concrete. Giuseppe, uomo giusto, accoglie Maria e protegge il Bambino Gesù, anche affrontando pressioni sociali, familiari e rischi di scandalo, confidando pienamente nella guida Divina. Il suo esempio ci insegna che la fede richiede coraggio, responsabilità e fedeltà, anche quando tutto intorno a noi sembra crollare.
Nel Vangelo di San Matteo, vediamo la genealogia di Gesù e l’annuncio a Giuseppe, rivelando come la Divina Provvidenza governa la storia: ogni persona e ogni famiglia sono strumenti dell’opera di Dio. Giuseppe e Maria affrontano difficoltà personali e sociali, in una società segnata da tensioni politiche, occupazione straniera, sfruttamento e disuguaglianza. Tuttavia, accolgono il piano di Dio con coraggio e fiducia. Questo esempio ci insegna che senza fedeltà, coraggio e impegno familiare non ci può essere giustizia né pace; e ci ricorda che la decadenza dei valori autentici conduce alla distruzione della convivenza sociale e familiare.
Cari fratelli, in questa notte benedetta, volgiamo lo sguardo al Bambino Gesù, l’Emmanuele, Dio con noi. Egli nasce povero e umile, ma è la luce che dissipa le tenebre del mondo. Egli compie le promesse dell’Antica Alleanza, porta speranza ai popoli ed è il Redentore di tutti coloro che confidano in Lui. Così come ai tempi di Isaia e di Cristo la fedeltà di Dio restaurò famiglie, comunità e nazioni, Egli continua a restaurarci oggi, anche in mezzo alle crisi sociali, familiari e morali del nostro tempo.
Che ciascuno di noi accolga questo Divino mistero con fede, coraggio e determinazione, imitando Maria e Giuseppe, confidando nella Divina Provvidenza e difendendo i valori autentici della famiglia e della società. Gioiamo, perché il Salvatore è venuto nel mondo per essere la nostra gioia, la nostra forza e la nostra vita eterna.

Così sia.

Don Pedro Sampaio

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