Fratelli e sorelle,
Oggi, nella solennità dell’Epifania del Signore, la Chiesa proclama la manifestazione di Cristo a tutti i popoli. “Alzati e risplendi”. Non è un’espressione simbolica, ma la Parola di Dio che illumina l’umanità e chiama tutti alla fede.
Il profeta Isaia annuncia: “Alzati e risplendi, Gerusalemme, perché è giunta la tua Luce e su di te brilla la gloria del Signore”.
Queste parole sono un invito per tutto il popolo di Dio. Gerusalemme, simbolo della Chiesa, è chiamata a rialzarsi e a mostrare la Luce di Dio. Non si tratta di una promessa per un futuro lontano.
Questa Luce è già arrivata, è presente e attraversa tutti i popoli. La Luce di Cristo non è fatta per restare nascosta; è da annunciare e condividere con tutti.
Il Salmo responsoriale ci ricorda che i re e i popoli si prostreranno davanti alla giustizia di Dio (Sal 71/72, 10-11).
La liturgia di questa solennità ricorda che Cristo è Signore di tutti, non solo di un popolo o di una cultura.
Questo è il messaggio essenziale dell’Epifania.
Dio si manifesta universalmente, ci chiama ad aprire le braccia e a condividere la Luce con tutta l’umanità.
La Seconda Lettura, dalla lettera di San Paolo agli Efesini, ci ricorda che la grazia di Dio si estende a tutti: per rivelazione è stato fatto conoscere il mistero di Cristo, che nelle generazioni passate non era stato rivelato agli uomini come ora è manifestato dallo Spirito ai santi apostoli e profeti.
I Gentili ricevono la stessa eredità degli ebrei, appartengono allo stesso corpo e partecipano alla stessa promessa in Cristo Gesù, tramite il Vangelo (Ef 3,2-3a.5-6).
Questo messaggio è centrale per la festa di oggi: la Luce di Cristo non è esclusiva di nessuno.
La manifestazione del Signore, l’Epifania, è per tutti i popoli, senza confini, senza distinzioni.
Così come i Magi dell’Oriente vennero ad adorare il Bambino, tutti siamo invitati a riconoscere la Luce e a seguirla.
Nel Vangelo di oggi, Matteo 2,1-12, vediamo i Magi dell’Oriente che arrivano a Gerusalemme chiedendo: “Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo”.
Essi rappresentano tutti coloro che cercano sinceramente Dio, guidati dalla Luce, anche venendo da lontano, anche senza conoscere tutti i dettagli del cammino.
Erode, invece, rappresenta coloro che hanno paura della Luce. Egli sente parlare del Messia e si turba, perché la Luce di Cristo minaccia il suo potere, la sua sicurezza, il suo ego.
Quanti Erode ci sono oggi?
Sono coloro che chiudono gli occhi di fronte all’ingiustizia, che manipolano la verità per il proprio interesse, che temono che la fede trasformi le loro decisioni e abitudini.
Sono leader, politici, persone influenti, o anche noi stessi, quando preferiamo la comodità alla verità di Dio e lasciamo di difendere i poveri e i deboli.
I Magi, guidati dalla stella, trovano il Bambino con Maria, sua Madre, e si prostrano davanti a Lui. Essi offrono oro, incenso e mirra.
Questi doni non sono solo regali, ma simboli di ciò che dobbiamo offrire a Cristo: l’oro di ciò che abbiamo di più prezioso, consegnato a Dio; l’incenso della nostra preghiera; la mirra, il riconoscimento della croce e della sofferenza che Cristo assume e che anche noi siamo chiamati a condividere.
La stella che guidò i Magi è anche un segno per la Chiesa oggi.
La Chiesa è chiamata a essere segno della Luce di Cristo nel mondo. Essa non brilla per se stessa, ma indica Gesù.
Dove la Chiesa vive guidata da Cristo, nascono speranza, giustizia, misericordia e pace.
Dove si chiude in se stessa, perde forza e autenticità.
E infine, i Magi tornarono per un’altra strada, trasformati dall’esperienza dell’incontro con Gesù.
Chi incontra Cristo non può restare uguale. La fede trasforma, richiede conversione e impegno.
Chi accoglie la Luce non può rimanere indifferente. Siamo chiamati a vivere e a irradiarla nella famiglia, nella comunità, a scuola, al lavoro, nelle relazioni sociali e politiche.
Perciò, fratelli e sorelle, in questa solennità dell’Epifania, Dio ci chiama ad alzarci e a risplendere. Che la Luce di Cristo brilli nella nostra vita, illuminando i nostri cammini, le nostre decisioni e le nostre azioni.
Che possiamo essere segni viventi della Luce venuta nel mondo, mostrando a tutti che Cristo è Signore, fonte di speranza, giustizia e amore.
Così sia.
Don Pedro Sampaio
Don Pedro Sampaio
