1ª Lettura: Isaia 2,1-5
Salmo: 121 (122)
2ª Lettura: Romani 13,11-14
Vangelo: Matteo 24,37-44
Riflessione
L’Avvento inizia con un invito forte e luminoso: svegliarsi e aprire il cuore alla presenza di Dio. Tutti i testi biblici di questa domenica indicano un cammino chiaro: passare dalle tenebre alla luce, dalla distrazione alla vigilanza, dalla stanchezza alla speranza.
Isaia ci propone una visione straordinaria: un mondo in cui la violenza cessa, le armi diventano strumenti di lavoro e di vita, e le nazioni camminano insieme verso la pace. Questa immagine non è un sogno lontano, ma una chiamata a realizzare la giustizia e la pace qui e ora. Anche se viviamo in tempi segnati da guerre, conflitti e incertezze, Dio ci invita a credere che il cambiamento è possibile e che la sua luce può illuminare anche le tenebre più profonde del cuore umano.
Il salmo ci guida lungo questo cammino con gioia e fiducia. Salire alla casa del Signore è un atto di speranza e apertura totale. La pace che chiediamo per Gerusalemme diventa simbolo della pace che desideriamo nelle nostre vite, nelle famiglie e nelle comunità. Vivere secondo la Parola di Dio significa anche portare questa pace attorno a noi, contribuendo a costruire un mondo più giusto e umano. In un tempo in cui molte persone sono sopraffatte dall’ansia e dalle preoccupazioni quotidiane, il salmo ci ricorda che esiste un luogo sicuro dove trovare stabilità e serenità: la presenza di Dio.
San Paolo ci invita a svegliarci dal sonno spirituale. Non si tratta solo di riposo fisico, ma della mancanza di attenzione al Signore nella nostra vita. Spesso siamo immersi in routine vuote, distratti dai problemi, incapaci di cogliere i segni della presenza divina. Egli ci esorta a lasciare le opere delle tenebre, tutto ciò che oscura la nostra vita e ci allontana da Dio, e a rivestirci di Cristo. Rivestirsi di Cristo significa permettere che la sua luce trasformi le nostre scelte quotidiane, guidandoci a compiere gesti di bontà, giustizia e amore concreto. Non è solo un invito al miglioramento individuale, ma a diventare strumenti della sua luce nella società, nella famiglia e nelle relazioni con gli altri.
Il Vangelo ci ricorda che la venuta del Signore sarà improvvisa, come ai tempi di Noè. Non dobbiamo viverla con paura, ma con attenzione e vigilanza. La sorpresa del Signore che viene ci invita a non distrarci e a non lasciare che la vita passi senza consapevolezza. Essere vigili significa vivere il presente con profondità, riconoscere Dio nelle piccole cose, nelle persone intorno a noi e nelle situazioni spesso trascurate. Significa coltivare uno sguardo spirituale capace di vedere la luce anche nel quotidiano e nei momenti ordinari della vita. Il Vangelo ci invita a essere pronti, mantenere il cuore aperto e trasformare l’attesa in azione concreta di amore e servizio.
In sintesi, questa prima domenica di Avvento ci chiama a un risveglio interiore profondo. È tempo di aprire occhi e cuore, lasciarsi guidare dalla luce di Dio, sperimentare la gioia della sua presenza e camminare nella speranza. L’Avvento ci invita a fidarci del Signore che viene, a prepararci con attenzione e a vivere ogni momento con consapevolezza. È un tempo di trasformazione interiore, in cui possiamo diventare testimoni della pace e della luce di Dio nella vita quotidiana, accogliendo con gratitudine la sua salvezza e misericordia.
Che questo Avvento ci aiuti a svegliarci dal torpore, vivere con il cuore attento, diffondere pace e luce e preparare un’accoglienza gioiosa al Signore che viene. È un tempo di speranza concreta, vigilanza e rinnovamento spirituale, in cui possiamo crescere nell’amore, nella fiducia e nella consapevolezza che Dio è presente in mezzo a noi, guidandoci con la sua luce.
Don Pedro Sampaio
